MORENO CI GUARDA DAL MURAGLIONE
La suggestione di Marcello Guerrieri de "il Messaggero

* di Marcello Guerrieri
La foto è suggestiva, imponente ed anche bella (l’ho scattata proprio io tanti anni fa): Moreno Gubbiotti ci guarda davvero dal muraglione del “suo” stadio e per lui tutti, per le parti che ci spettano, siamo obbligati a fare qualcosa di più, attinente ai valori dello sport, attinenti ai valori della Narnese ed attinenti ai valori del calcio. Perché quando si è stati presidente per venti anni sei diventato “la Narnese” ed è questa la sensazione che mi prende ogni volta che varco i cancelli per qualsiasi partita. Qualcuno potrà anche dire che se ne è parlato anche troppo: a me però non pare; non che avessi rapporti d’amicizia così forti, qualche telefonata, battute allo stadio e poco più. Ma mi è rimasta nella mente il suo approccio alla partita, i nomi dei giocatori storpiati, gli incitamenti ad alta voce, la più alta di tutta la tribuna, l’appassionata partecipazione ad ogni fase della gara. Dice: “Ma che c’entra con il lavoro da giornalista?”. C’entra, c’entra! Non ho mai frequentato la tribuna stampa: mi piace di più passare i pomeriggi di calcio tra gli spettatori, spesso con amici e quindi ho partecipato ai sentimenti che albergano nella società, di cui il presidente Gubbiotti era specchio riflettente, che illuminava tutta la tribuna. Il sentimento attuale che sento nella tribuna è quasi di attesa, un’attesa vigile, sull’evoluzione tecnica della squadra, che anche con l’arrivo di Gaetano Vastola è parte di un vecchio progetto, quello di Moreno Gubbiotti. L’altro presidente Paolo Garofoli ogni giorno sale uno scalino di referenzialità, assumendosi pian piano anche le forze che sono rimaste latenti. Può sembrare strano ma tutto questo si nota nella grande tribuna dello stadio, anche vicini ai tifosi delle squadre avversarie, che Gubbiotti zittiva sempre con qualche urlo ammonitore. E’ lì che si snocciola la storia della Narnese, domenica dopo domenica, che è stata e sempre lo sarà, quella della città.

* Il Messaggero