RICCARDO TOMMASI,UN "INVIATO" MOLTO SPECIALE


* di Riccardo Tommasi


Sono ormai più di cinque anni che seguo per il mio lavoro giornalistico la Narnese e le sue vicende sportive. Proprio scrivendo questo articolo sono andato a vedere da quanto tempo racconto le vicende della squadra rossoblù e devo ammettere che sembrava ancor più lungo il periodo di militanza al San Girolamo. Questo perché nella casa rossoblù sembra di trovarsi in una grande famiglia, dove tutti conoscono tutti. La mia prima volta da giornalista a Narni fu il 21 aprile del 2013. Si giocava Narnese-Gualdo ed un eventuale successo della squadra allenata allora da Otello Trippini avrebbe riportato la Narni sportiva in Serie D a distanza di sei anni. Rimasi impressionato dallo stadio: più di 700 spettatori presenti, coreografia da calcio professionistico e clima di festa. Non vidi gol quel giorno e lo 0-0 finale rimandò la festa rossoblù di sette giorni, con la promozione conquistata a Santa Maria degli Angeli. Da lì in poi posso dire di aver seguito quasi tutte le gare interne della Narnese, a partire dal campionato di Interregionale 2013/2014, purtroppo culminato con una retrocessione. Ricordo come fosse ieri la prima giornata di campionato: Narnese e Trestina diedero vita ad una battaglia sportiva incredibile, con i rossoblù che si ritrovarono nella ripresa sotto di un gol e in nove uomini. Sembrava una missione impossibile riprendere una partita messa così male, ma Lorenzo Raggi la pensava diversamente e, presa palla a trenta metri dalla porta, avanzò fino al limite dell’area scaraventando in rete un gol che sancì il pazzesco pari. Fu un’emozione particolare perché ebbi la fortuna di raccontare la rete in diretta radio e forse è dalle due partite appena raccontate che è nato il mio personale affetto per la Narnese, una squadra per cui non nascondo di tifare. Mi vengono in mente tante partite e sarebbe stucchevole raccontarle tutte. Perciò chiudo la parantesi del calcio giocato con Narnese-Massa Martana di due anni fa (non approfondendo il tema delle trasferte vissute proprio contro i massetani al Comunale, sempre sfide di un’intensità agonistica ed emotiva quasi unica). Serviva vincere e sperare che non vincesse il Bastia per salvarsi e mantenere quella massima categoria regionale mai persa nella storia rossoblù. A Narni il match era praticamente finito sul 2-0 per Silveri e compagni, ma a Todi il Bastia vinceva. Intorno al novantesimo un boato partì dalla tribuna coperta dello stadio. Non c’era bisogno di chiedersi il perché, era chiaro che il Todi avesse pareggiato contro il Bastia. Ricordo come fosse ieri Paolo Quondam alzare il braccio in segno di gioia verso i propri tifosi ed in campo stava per iniziare la festa. Al triplice fischio fu un’esplosione di felicità, la Narnese era salva a discapito proprio del Bastia, rivale di mille battaglie in derby infuocati. Un finale da favola sportiva. Se penso al dopo gara mi viene in mente un aneddoto che ancora mi fa sorridere. Erano circa le 5.30 (le gare si giocavano su tutti i campi alle ore 15, quindi erano finite da almeno mezz’ora) e incrociando un Marco Sabatini negli spogliatoi ancora in piena adrenalina da partita, proprio il mister mi fa: “Riccà, ma è sicuro che è finita la partita tra Todi e Bastia?”. Sorridendo gli risposi: “Guarda mister, se ancora stanno giocando vuol dire che l’arbitro ha concesso almeno 30 minuti di recupero”. Dovetti sottolineare che era una battuta, perché inizialmente Marco mi guardò perplesso per tale affermazione. Ad occhio e croce avrò seguito e raccontato dal vivo più di 100 partite della Narnese tra campionati e coppe, l’ultima la scorsa domenica contro la Pievese. Ogni volta ammetto che è un piacere sentirsi parte integrante di una realtà sportiva che è un tutt'uno con la città di Narni e con i suoi abitanti. Vorrei concludere ringraziando tantissime persone, scusandomi qualora ne dimenticassi qualcuna. Parto dal compianto presidente Moreno Gubbiotti, personaggio di uno spessore umano unico e che giustamente darà il nome allo stadio rossoblù. Grazie all’altro Presidente Paolo Garofoli per la stima reciproca che c’è e grazie di cuore al DS Gianluca Gambini, che in questi anni è stato un amico, un maestro e anche un collega di lavoro. Ringrazio tutti i vari dirigenti rossoblù con cui ho avuto il piacere di interfacciarmi, tra di loro anche il caro amico Guido che immancabilmente mi definisce bonariamente “giornalaro” ogni volta che ci vediamo. Un abbraccio affettuoso ai miei compagni di avventura nella mitica sala stampa dello stadio: Luca, Riccardo, Sergio e “Polenta”, con loro ogni domenica a Narni è una risata continua. Infine una menzione particolare ed un saluto speciale lo mando a Fabrizio, un esempio giornalistico a cui mi ispiro e che mi ha introdotto nel mondo Narnese. Penso di aver detto tutto e, pur essendo da sempre un tifoso della Ternana, il mio personale “Forza Narnese” ci sarà ogni volta che i rossoblù scenderanno in campo.

*giornalista Corriere dell'Umbria,
direttore www.calcioternano.it